PEDRO, EMA E BORTO...ALLA SCOPERTA DELL'AMERICA...SECONDA PARTE!! - BarSportItalia.it

PEDRO, EMA E BORTO...ALLA SCOPERTA DELL'AMERICA...SECONDA PARTE!!

Pubblicato: Mercoledì 7 Dicembre 2011 da: Fede

©BarSportItalia.itEccoli nuovamente i tre "AMERICAN BOYS"...buona lettura

 

West Coast - San Francisco – Sequoia Park 01-02-03 Dicembre

 

Ci eravamo lasciati con le valigie caricate in auto lungo la West Coast direzione San Francisco, lungo le spiagge più conosciute della California. Attraverso Malibù, Santa Barbara, Santa Cruz e Morro Bay.

Lungo questo viaggio ci siamo fatti “accompagnare” da cd musicali, in particolare, quello dei “Vetrozero”, un ringraziamento a loro per la “compagnia”.

Percorrendo la West Coast rimani davvero unwordly, lo spettacolo dell'oceano sulla sinistra, distrae perfino dalla guida. Non puoi fare a meno di fotografare ogni scorcio che ti si apre avanti. Ecco, magari Marco in questo esagera, el fa pù foto elo che i Cinesi e la metà l' è fatte en machina, quindi se vede sol el cruscotto e lo specchietto; qualche volta anca el tergicristal…

La nostra confidenza con la California cresce di giorno in giorno, qualche intoppo però rallenta la nostra crescita, ma si sa che l'esperienza può essere acquisita anche per tentativi ed errori. Fidatevi è il futuro sbagliare, non ti devi neanche sbattere più di tanto per capire, della serie “o la va o la spacca”. Anca se la spacca despes per la verità.

Difatti a Santa Barbara, pausa pranzo, gran posto, sole, caldo, lungo oceano si cerca un posteggio, eccolo...trovato, parcheggiamo. Si scende. Facciamo due passi; incrociamo un parchimetro, ci guardiamo, ognuno scorge sulla faccia dell'altro un grande punto di domanda. Ci avviciniamo a quell'oggetto fin'ora sempre visto ma mai usato. Notiamo che il tempo per il parcheggio aumenta in modo direttamente proporzionale all'inserimento di monetine. Quindi fin ora nulla di nuovo; aspettiamo l'uscita di un bigliettino da lasciare sul cruscotto, ma nulla, l'aggieggio non da segni. Lo esaminiamo come fanno i bambini con qualcosa di mai visto. Basiti, anche un po' incazzati per le monete inserite a vuoto, decidiamo di andare sul pontile,”rischiamola”ci diciamo. Neanche dieci metri dopo, ci rendiamo conto che affianco ad ogni macchina c'era quell'arnese ruba monete, ci guardiamo e scoppiamo a ridere. Avevamo pagato il parcheggio a qualcuno che doveva ancora arrivare. Ecco apertoci il nuovo mondo dei parchimetri americani….

Verso sera, una volta resici conto di essere entrati in una zona disabitata, che sarebbe proseguita per miglia e miglia ci siamo posti il problema benzina. Ansia. Intorno a noi solo bosco e precipizi sul Pacifico. Il navigatore non ci dava grandi speranze, il primo benzinaio era lontano una vita, quindi marce e velocità ridotte, radio spenta e idem il condizionatore. Un'ora dopo ecco la gas-station, ci fermiamo sollevati. Scendiamo, non accetta cash, quindi si può pagare solo con carte di debito o credito. Inseriamo la nostra; non la legge. Proviamo altre volte, non ci era mai capitato, ci viene il dubbio di aver sbagliato con le operazioni, rileggiamo le istruzioni, tutto corretto. Ema appena vede una persona che passa di li si avvicina: “excuse me, i've a problem (so già ciò che state pensando,fosse solo uno), I need make fill up with the petrol, can you help me please?” non si sapeva se la frase fosse giusta, sta di fatto che qualcosa si era capito dato che quel signore si fermò. Invano. La pompa non funzionava. Disastro. Il prossimo distributore a 50 miglia, altri km in tensione. Fermarsi in quei posti la notte non lo consiglio al peggior nemico, non eravamo più sulle spiagge fighe, ma molto avanti e più all'interno. Noi e il bosco. Null'altro. La sorte ci fu amica e riuscimmo a far benzina.

Per la notte fermata in un Super 8, n motel di una catena famosa. L'indomani un paio di ore e saremmo arrivati a San Francisco. Mentre Ema sdraiato guardava il soffitto, si accorse di qualcosa di preoccupante, macchie di sangue sul soffitto, o meglio schizzi. Li ci avevano ammazzato qualcuno e si erano dimenticati di pulire il soffitto, questa fu la conclusione. Ema decise di non mettere neanche un piede nel letto, prese il suo sacco a pelo e ci si infilò dentro. Petizzo!!

Ah se vi capita di fare cena da Denny's, altra catena fast-food, preparatevi perchè noi non abbiamo mai mangiato cosi male, il cibo dell'aereo era da cinque stelle in confronto.

La mattina dopo siamo ripartiti per San Francisco, la nostra metà.

Città abbastanza piccola rispetto alle altre metropoli americane, le strade sono generalmente perpendicolari, è considerata la più europea, la più singolare, con erti colline, le sue case vittoriane. In due ore siamo arrivati in città; la prima cosa che si voleva fare era percorrere il famoso ponte il GOLDEN GATE ( vedi foto ). ©BarSportItalia.it Il ponte più antico degli Stati Uniti. Se chiedete a più cittadini di San Francisco se sia meglio il loro ponte  o il ponte di Brooklyn la risposta sarà sempre la stessa, l'unica cosa su cui sono disposti a discutere è la visuale da adottare per guardarlo meglio, per osservarlo nella sua imponenza. Ci si può fare una passeggiata, lo si può osservare dalla collina poco dietro, oppure da sotto. Noi abbiamo avuto modo di passeggiarci sopra e non abbiamo dubbi nel dire che la maestosità del ponte la si coglie maggiormente nel momento in cui ci passi, nel momento in cui guardi sotto e osservi i 67 metri che ti separano dall'acqua, nel momento in cui ti poni affianco ai piloni e guardi in su. Un senso di brivido ti percorre la schiena. Da cartolina è la visione offerta dalla collina, da li vedi  addirittura oltre il ponte, vedi la down town, vedi l'isola di Alcatraz, le Twin Peaks; San Francisco nel suo splendore. Siamo rimasti cosi affascinati dallo spettacolo che la sera stessa abbiamo deciso di tornarci. Le luci del ponte, le luci della città illuminata, le stelle, credo che mai abbiamo visto una cosa cosi impressionante. É il luogo del “rimorchio” sicuro, Sardagna in confronto non è niente. Per tale motivo abbiamo fatto richiesta di cittadinanza…

L'arrivo nella hall dell'hotel è stato anch'esso particolare. Premessa, hotel a gestione familiare. Ad attenderci non c'è nessuno, da una stanzina buia sentiamo una voce maschile che ci rassicura:”just a moment please” ; dopo un paio di minuti si affaccia un uomo, abbastanza trasandato, camicia sbottonata con il petto villoso in mostra, un aria abbastanza provata. Ci chiede se abbiamo prenotato e rientra nella stanza, poco dopo esce una donna che si aggiusta i capelli, la moglie. Non vogliamo fantasticare, ma li dentro mentre noi siamo arrivati si è consumato qualcosa, non ci siamo domandati cosa l'importante era non aver visto, non erano proprio due fiorellini.

La visita alla città è stata come una corsa contro il tempo, erano previsti due giorni e in due giorni dovevamo vedere molto.

Il primo giorno oltre al Golden Gate, abbiamo visitato una cittadina poco dopo il ponte stesso, Sausalito; a prima©BarSportItalia.it vista similare a Riva del Garda, a picco sul mare, con delle casette da far invidia a Beverly Hills. Little italy ci ha lasciati un po' perplessi, bar e ristoranti  con nomi italiani ovunque, ma di italiani nemmeno l'ombra. L'unico italiano l'abbiamo incontrato sulla telegraph-hill, dove c'è la Coit Tower (monumento ad una vigilessa del fuoco), altro posto che offre uno scorcio sulla città mica da ridere. Anche con quell'italiano siamo riusciti a fare una figuraccia; appena Bortoli ha sentito parlare lingua madre si è messo ad urlare, in maniera tale da essere sentito dallo stesso, dicendo:”finalmente un italiano, il primo dopo giorni” e lo ha ripetuto un paio di volte; l'intento era chiaro per noi, voleva tirare un torrone dei suoi anche a quel poretto. Questo però l'ha degnato al massimo di mezzo sorrisino e velocemente si è allontanato da noi. La classica figura dell'italiano coglione che anche fuori nazione deve fare comunella…

A differenza di Little Italy, China Town è davvero ciò che significa, solo cinesi, solo negozi cinesi e una piazza dove si fa la preghiera al sole, dove gruppi di 5/6 cinesi, uomini e donne giocano a carte in ogni angolo della piazza, perfino il parco giochi per bimbi ha lo style dei castelli cinesi. Sembra quasi fatto apposta, come se dovesse essere una sorta di attrazione per i turisti.

Altro posto che merita di essere citato per la sua particolarità è la Crookedest Street, situata sulla Lombard Street. Stradina in pendenza, come tutte a San Francisco, a senso unico e fin qui vi domanderete cosa possa avere di particolare giusto? Ebbene, se avete mai visto una strada in piena città in discesa, con all'interno 5 tornati ,costeggiata da aiole e case fatecelo sapere, perchè sarebbe la seconda al mondo e vorremmo fotografarla (vedi foto in alto a dx).

La via commerciale è Market Street, lunga diverse miglia, piena di centri commerciali e negozi di marche importanti. Lungo quella via è a Union Square (vedi foto) ©BarSportItalia.it ci siamo fermati a fare un po' di shopping. L'acquisto di maggior peso l'hanno portato a casa Luca detto il “miccia” e Ema; l'oggetto in questione è la PSP (play station portable). La salvezza fatta game, il viaggio di ritorno in aereo con lei al nostro fianco sarà meno probante. 99 dollaroni. Un investimento degno dei migliori brooker.

Non poteva mancare nel nostro itinerario Alcatraz...l'isola dove sorgeva il carcere più temuto degli States, dove venivano reclusi i più pericolosi criminali, (Al Capone,”doc” Barker,  Alvins Karpis, George Kelly, Floyd Hamilton e Robert Stroud) ora museo e parco Nazionale. Si arriva sull'isola con traghetto, partenza da Pier 33 e dopo una breve spiegazione sul piazzale di una guida si è liberi di visitare il carcere come si vuole.

Con le cuffie in testa e la voce in italiano che ci guidava per il carcere abbiamo effettuato la visita. Coinvolgente davvero. Potevamo ascoltare anche testimonianze di chi ci aveva lavorato e di chi ci aveva “soggiornato”. Alcatraz può essere riassunta con la frase pronunciata da un detenuto: “nothing can be worth all this”. Non vogliamo aggiungere altro su quanto visto perchè crediamo sia uno di quei posti che devono essere visti almeno una volta nella vita; su Alcatraz ci sono molte leggende, visitatela e formate un giudizio tutto vostro. Dall'isola emana una presenza misteriosa, le cui ombre traggono origine dagli usi a cui la società l'ha adibita. ©BarSportItalia.it

Scesi dal battello che ci ha riportati da Alcatraz, ci siamo diretti verso PIER 39, centro commerciale costruito e ricavato da un molo in disuso ed è indubbiamente uno dei luoghi più visitati della città. In fondo al Pier 39 affacciandosi sull'acqua si possono ammirare colonie di leoni marini.

Ma l'attrazione principale di San Francisco è il FISHERMAN'S WHARF, originariamente una banchina per pescherecci. Ai ristoranti gestiti da pescatori italiani si sono ricavati centri commerciali da magazzini in disuso. Artisti di strada poi riempiono di allegria la banchina ed ognuno a suo modo divertente. Si possono trovare le classiche mummie, chi dipinge con lo spray le tele, chi canta e suona, chi fa l'acrobata o chi meritandosi il nostro applauso e appoggio monetario scrive su un cartello il motivo per cui chiede un aiuto:”HELP ME, I NEED TO DRINK A BEER”.

Ennesimo posto all'interno della città per poterla ammirare dall'alto sono le Twin Peaks, due colline che sono situate a Sud Ovest. lo spettacolo è sempre lo stesso, uno spettacolo di cui però non ci si stufa e di cui non si finisce mai di meravigliarsi. Le cose possono esser viste sotto diversi punti di vista, San Francisco offre a chi la visita molteplici scorci per essere ammirata in tutta la sua bellezza.

Finiti i giorni programmati ci piangeva il cuore nel lasciare questa città strepitosa alle spalle, ma il Sequoia Park, la Death Valley e Las Vegas ci stanno aspettando, quindi see you soons.. 








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