PEDRO, EMA E BORTO...ALLA SCOPERTA DELL'AMERICA...QUARTA E ULTIMA PARTE!! - BarSportItalia.it

PEDRO, EMA E BORTO...ALLA SCOPERTA DELL'AMERICA...QUARTA E ULTIMA PARTE!!

Pubblicato: Mercoledì 14 Dicembre 2011 da: Fede

©BarSportItalia.itUltimo "diario di bordo" dei nostri American Boys, da pochi giorni rinetrati in Italia!

Buona lettura.... 

 

 

GRAND CANYON, ANTILOPE CANYON, MONUMENT VALLEY, LOS ANGELES

 

Dopo le avventure di Las Vegas, ci siamo diretti versi i grandi parchi nazionali. La nostra prima metà è stato il Grand Canyon, circa 4 ore di viaggio. La nostra visita ha toccato la South Rim del Grand Canyon; cartina alla mano ci siamo diretti verso i Point segnalatici. In ognuno di questi ultimi si poteva ammirare una panoramica differente. Sapevamo, o meglio eravamo preparati a cosa ci saremmo trovati davanti, credo che chiunque abbia visto almeno una volta qualche foto del Grand Canyon, ma l'aspettativa è sempre ridotta  rispetto a ciò che ti si apre davanti. Abbiamo avuto fortuna, giornata soleggiata, neve fresca tutto intorno, non potevamo chiedere di più. Pensare che un fiume (Colorado River) abbia creato uno spettacolo simile è difficile da credere, difficile da immaginare è necessario quindi visitare.©BarSportItalia.it

Il giorno seguente ci siamo diretti a Page, per visitare l'Antelope Canyon. Erano alcuni giorni che non prendevamo una fregatura e dobbiamo ammettere di aver abbassato maldestramente la guardia. 90 dollari, totali, per una visita di 20 minuti forse, con la guida che giustamente parlava solo inglese. Potete immaginare cosa possiamo aver capito riguardo alla formazione di quel canyon cosi particolare. Non mi resta che rimandarvi alle foto per aver una minima idea di ciò che i nostri occhi han visto. Nel pomeriggio, entusiasti, ci siamo diretti alla Monument Valley. Le incredibili guglie rocciose che si innalzano verso il cielo, la terra rossa e il paesaggio tipico del deserto tipiche di quella zona hanno fatto da sfondo a numerosi western hollywoodiani. Abbiamo concesso a Bortoli la possibilità di fare ulteriori 500 foto con il tramonto.

Radunati i nostri stracci, abbiamo passato la seconda notte a Flagstaff (comodo appoggio tra le varie attrazioni turistiche) prima di ripartire per la nostra “base” Los Angeles.

Dopo un intero giorno di viaggio, passato da Ema e Luca a dormire e a giocare alla PSP, mentre il bomber moriano guidava, siamo rientrati in California.

©BarSportItalia.it Il viaggio prolungato ha costretto il buon “miccia” Pedrotti a tenere le chiappe strette. Finalmente con l'arrivo a casa (Marina del Rey, casa del fratello di Marco ) ha potuto espletare i propri bisogni, non evitando però qualche problemino. Infatti mentre era in bagno, a casa si è presentato un ragazzo per visionare la casa in vista di futuro affitto e giusto nel momento in cui Luca lasciava il bagno lui chiedeva di potervici entrare. Mossa sbagliata, tutti ci siamo guardati disgustati sapendo benissimo a cosa stesse andando incontro. Lui ignaro è entrato ed eroico si è prolungato. Chissà cosa avrà pensato, ma non lo vogliamo sapere.

Il giorno seguente ci siamo diretti ad Hermosa Beach una delle spiagge più note della zona. La grande intuizione della giornata è stata quella di fare un Branch Brasiliano e immaginate la nostra felicità nel vedere proiettata sulle tv la partita delle partite “el clasico” Real Madrid – Barcellona. Tra un re fill e l'altro ci siamo goduti lo spettacolo del tike take snobbando la proposta di un pomeriggio in piscina riscaldata a casa di un amico del fratello di Marco. Siamo italiani e abbiamo altre priorità…

Dopo il match ci siamo schiaffati in spiaggia per un beach volley dicembrino, con il tramonto a picco sull'oceano. Ema e Luca versus  i fratelli Bortoli e Jason (professionista del volley). In inferiorità numerica Ema e Luca hanno vinto facile facendosi non poche beffe di Marco che all'inizio della partita sosteneva la vittoria senza dubbi del proprio team. Ciao e grazie Bortoli.

 Al rientro dalla spiaggia chi se non Luca poteva approfittare del bagno? …questa volta è stato perfino in grado di intasarlo. Ciccione.

La sera stessa, abbiamo deciso di fare una grigliata di carne accompagnata da birra e vino. Ne è venuta fuori una gran serata. Noi tre più Stefano Bortoli, e dei suoi amici: Jason, Natalia, Tiffany e Roberto. Le birre volavano e idem il vino; la serata si è scaldata presto. L'attenzione di Luca è caduta subito su Tiffany, quarantenne, bionda, occhi azzurri. Un bel pezzo. Nei giorni precedenti, lo stesso Luca aveva colto da un rosaio, un fiore bianco e l'aveva lasciato davanti la porta della stanza della donna. La mossa deve aver avuto successo perchè, sebbene in preda ai fumi del vino, lei durante la cena si è lasciata andare con teatrini poco edificanti, quali bacini continui e imboccamenti vari. Luca, da marpione, controllava la situazione. La sua faccia tosta era senza freno; Tiffany per la serata aveva preparato una torta; qualcosa di orribile mai mangiato in vita nostra. Per ingraziarsela  la guardava sorridendo e riferendosi alla torta diceva:”very good “ e mandava giù bocconi che sembravano veleno, poi si girava verso di noi esclamando: “se non è amore questo...!”. Spesso con esperienza, ripeteva l'unica cosa che crediamo abbia imparato in inglese “more wine for Tiffany” e le riempiva il bicchiere, tattica perfetta.....o quasi. Infatti Dopo un ballo sensuale nel soggiorno, lei deve aver accusato tutti quei “cheers” e si è eclissata in camera sostenendo di non sentirsi benissimo. A Luca questa sembrava una mossa, un chiaro invito a seguirla in camera, lontano da occhi indiscreti. Ma dopo svariati tentativi di comunicazione al di fuori della porta di lei, si è arreso, non capendo cosa rispondesse alle sue “domande”. L'ultimo disperato tentativo di arrivare ad assaltare il fortino, Luca se l'è giocato riproponendo delle rose bianche con un piccolo pensierino.”Tiffany you are the flower of my haerth”.

L'ultima figuraccia della vacanza l'ha fatta Ema, che appena entrato nel letto matrimoniale con Luca, al sentire l'amico dire “hai visto che slinza?”è sobbalzato chiedendo dove fosse andata, terrorizzato, immaginandosi chissà quale insetto, questa si chiama mancanza di conoscenza del dialetto.

L'ultima giornata, prevedeva la partenza per l'Italia, ore 20. Mattinata dedicata all'ultimo shopping in Santa Monica. Senza nessuna vera e propria volontà di comprare qualcosa siamo passati alla Apple, bene, ne siamo usciti tutti e tre con un Iphone 4 S. Il nostro ultimo pranzo è stato sostituito dalla classica colazione americana, uova, bacon, pane e burro. E poi a casa, a cercare di compiere alla Tom Cruise, una missione impossibile; la nostra era quella di riempire le valigie con tutte le cose comprate, facendole rimanere sotto i 23 kg.  Pazzesco ma siamo venuti a capo del problema, smistando un po’ qui e un po’ la.

Aeroporto e via verso l'Italia con evidente dispiacere per aver concluso cosi velocemente la vacanza.

 

Vogliamo ringraziare:

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